Una vita nuova


Mi chiamo Porziana e sono sempre stata una ragazza solare e amante del divertimento; frequentavo bei locali dove si incontravano anche vip e calciatori, ma facevo tutto ciò che non piace al Signore. Avevo amici socialmente importanti che mi facevano stare bene e pensavo che questa fosse la felicità. Finito quel momento di euforia già programmavo l’ evento successivo per poter essere nuovamente felice. Tra una serata e l’altra però, il mio cuore era triste e sentivo che tutto questo non mi gratificava affatto e passavo giornate vuote e senza senso. Spesso la notte piangevo e mi disperavo perché mi sentivo sola.

Questa è stata la mia vita fino al 9 Aprile 2007. Quel giorno stetti male e mi trasportarono d’urgenza all’ospedale, dove mi riscontrano un’emorragia cerebrale che mi aveva ridotto in fin di vita e che mi ha lasciato una malformazione congenita dietro al cervelletto a tutt’oggi. Secondo il parere dei medici la mia situazione era davvero grave e se anche fossi riuscita a rimanere in vita, avrei vissuto come un vegetale, su di una sedia a rotelle e con la parte destra del corpo paralizzata.

I miei genitori vedendomi agonizzante speravano nella mia morte e questo mi fa comprendere oggi, quanto grave fosse la mia condizione.

Vengo operata d’urgenza ed un drenaggio interno che ho tutt’ora, viene montato male. La mia situazione era molto grave ed i miei genitori, sotto consiglio di qualcuno, mi trasferiscono presso una clinica privata molto costosa in Svizzera, specializzata nella riabilitazione.

Per alcuni errori dei medici, mi trasferiscono nuovamente, questa volta al Civico di Lugano, dove si accorgono del drenaggio montato male e mi sistemano il problema. Tuttavia, le mie condizioni di salute peggiorano di giorno in giorno e sembrano precipitare, tanto da raccogliere attorno a me parenti e amici che vengono a darmi un ultimo saluto e a fare le condoglianze ai miei famigliari.

Il Signore fino a quel momento mi era stato sempre vicino; inizio a lavorare nel mio cuore fino a farmi comprendere che Lui soltanto poteva fare un miracolo in me e per questo scopo si servì di alcune persone.

Anche i miei occhi vengono colpiti dalla malattia. Mi affidano alle cure di un Optometrista che ancora oggi mi segue e con il quale, con molto lavoro e tanta pazienza, stiamo raggiungendo il massimo dei risultati.

Nel frattempo, dall’altra parte del mondo, precisamente dall’Australia, una credente evangelica di nome Vera, viene a conoscenza del mio caso, poiché ha una parente in Italia che è amica di mia madre. Vera le fa sentire la sua vicinanza, incoraggiandola, pregando e dimostrandole autentico amore fraterno. Nonostante le distanze abissali, Vera telefona spesso e le rimane accanto in quei momenti di grande dolore.

Si affaccia sulla mia strada un’altra credente evangelica di nome Liliane che Vera rintraccia in Svizzera affinché venga a trovarmi in ospedale. Liliane mi porta una Bibbia.

Intanto,una dottoressa che seguiva il mio caso, dopo aver avuto uno strano sogno, decide di provare a darmi una speranza e, dopo un consulto con una equipe, mi opera. E’ da quel momento che iniziano i primi segnali di miglioramento e dopo un tempo interminabile, mi dimettono e finalmente ritorno a casa. La mia instancabile mamma, si mette subito alla ricerca di un fisioterapista che mi aiuti nel lungo recupero che mi attende.

L’ASL manda un medico che, dopo avermi visitata, garantisce ai miei un recupero quasi dell’80%. Immaginate la gioia della mia famiglia a questa notizia! Sembrava che per me non ci fosse speranza, e invece si sentono dire che sarei potuta tornare ad una qualità di vita normale. Ci credo anch’io, ed inizio a lavorare con grande impegno e costanza. Col tempo, si manifestano in maniera evidente i primi miglioramenti e, addirittura, ritorno a camminare da sola.

Scopro, soltanto due anni dopo, che il fisioterapista che mi stava curando, era anche lui un cristiano evangelico. Spesso parlavamo del Signore ed io gli dicevo che non credevo. Addirittura con lui ero scurrile, rispondevo sempre male, lo provocavo con brutte parole, ma lui sapeva solo dirmi: Po, che Dio ti benedica!

La mamma intanto iniziava a frequentare la Chiesa Evangelica di Brugherio. Alcune credenti e il Pastore con sua moglie, venivano a trovarla, ed io, di conseguenza, ero costretta ad ascoltare i loro incoraggiamenti. Ero dura e contrastavo e rigettavo ciò che sentivo, poiché non volevo accettare l’esistenza di Dio. Mi ero fermata all’idea che Gesù fosse stato inchiodato alla Croce e che da lì assolutamente non potesse fare nulla. Mi invitavano ad andare in Chiesa ma io rifiutavo, perchè ritenevo di non aver bisogno di pregare e neppure di preghiere.

Un giorno, infine, venne a trovarmi Tiziana, un’amica mia coetanea, e parlando dei miei miglioramenti e di quanto ne fossi contenta, mi disse che stava da poco frequentando una Chiesa Evangelica e che si stava convertendo al Signore.

A quel punto pensai: questi evangelici mi stanno perseguitando.

Un giorno, solo per far contenta la mia mamma, decido di andare in Chiesa con lei, senza alcuna voglia ed interesse.

Quel giorno fui toccata dall’accoglienza di tutti. Non so spiegare a parole cosa accadde, mi tremavano le gambe e provai una forte emozione. Sentii il bisogno di ritornare in quella Chiesa perché volevo capire chi fosse Gesù e che cosa poteva fare per me.

Da quel momento non ho più potuto fare a meno di frequentare la Chiesa e la mia vita, giorno dopo giorno, ha cominciato a cambiare.

Ho compreso che il Signore aveva guidato ogni momento della mia vita anche nella sofferenza, mettendomi vicino dei Cristiani Evangelici, mi ha donato pace ed ha cambiato i miei pensieri, i miei obiettivi e il mio modo di parlare.

Ora posso dire di essere veramente felice ed il mio desiderio e’ di dire a tutti che Dio esiste perché l’ho sperimentato e vuole salvare chiunque lo cerchi.

I problemi non mancano mai ma prego Dio di sostenermi e di incoraggiarmi e con la pace che ho nel cuore affronto tutto meglio e con serenità.

Il 18 Marzo 2008 mi attaccavano al respiratore perché dichiarata fuori pericolo di morte.

Negli anni che seguirono feci un’esperienza personale con il Signore che mi portò alla decisione di battezzarmi in acqua a conferma del mio impegno a seguire Cristo: era il 18 Marzo 2012.

Oggi servo il Signore con tutto il cuore.

Gloria a Dio, grazie Gesù.

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