Trasformati dalla Grazia


Mi chiamo Felicitè e, per prima cosa, vorrei ringraziare il Signore per come la Sua verità mi ha reso libera. Sono nata in una famiglia cattolica e da piccola sono stata battezzata, secondo gli insegnamenti della dottrina. Mi è stato anche insegnato che tutti siamo peccatori e privi della gloria di Dio . In quel periodo della mia vita, credevo in un Dio lontano , che poco si curava di me e dei miei problemi; non conoscevo l’amore di Dio e neppure il Suo piano di redenzione e di salvezza, vivevo nel peccato.

Quattro anni fa sono arrivata in Italia e ho trovato mia sorella che nel frattempo si era convertita all’Evangelo. I suoi affettuosi inviti a frequentare con lei la comunità cadevano nel vuoto; ero certa che per nessun motivo avrei cambiato religione e che sarei morta da cattolica. Per un periodo l’ho molto contrastata, ma, ad un certo punto, ho dovuto realizzare che nel mio cuore c’era un vuoto profondo. Il mio passato riaffiorava, mi tormentava e non riuscivo a perdonare. Fu a quel punto che mi resi conto di aver bisogno di Dio e a Lui mi rivolsi chiedendogli di rivelarsi nella mia vita e di farmi comprendere quale fosse la Sua volontà per me. Lo cercavo nel modo che mi era stato insegnato, cioè recitando preghiere a memoria o con una corona del rosario tra le mani. In casa c’era una Bibbia, ed un giorno decisi di iniziare a leggerla. L’aprì a caso e il Signore mi mise davanti questi versi che trovai in Deuteronomio al Cap. 5:8,9 e recitano così: “Non farti scultura, immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra e non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il Signore, il tuo Dio, sono un Dio geloso…”.

Quel giorno compresi molte cose e cominciò per me un momento di perplessità. In occasione del battesimo in acqua di mia sorella nella Chiesa di Brugherio, avvenuto il 23 febbraio del 2014, ricordo che nell’udire la predicazione della parola da parte del Pastore, notai molte differenze tra la messa domenicale e quel culto offerto al Signore. Mi allontanai dalla Chiesa Cattolica, nella quale ormai mi sentivo fuoriposto, ma non riuscivo neppure a frequentare la Chiesa Evangelica con mia sorella, con il risultato di rimanere a casa ogni domenica. Mi piaceva ascoltare la Parola di Dio, ma non riuscivo a dare un taglio netto a quel bagaglio di tradizioni e riti religiosi nei quali avevo creduto per tanto tempo e, a chi mi domandava qualche cosa, continuavo a dire di essere cattolica. Una domenica sera, un fratello della Chiesa di Varese che avevo conosciuto tramite mia sorella , mi telefonò domandandomi se fossi andata al Culto. Al mio diniego mi rispose che se volevo davvero fare la volontà di Dio era necessario che facessi un passo di fede e che Gli permettessi di entrare nella mia vita accettandoLo come personale Salvatore.

Iniziasi così a frequentare la Comunità assieme a mia sorella, ma il giorno che finalmente mi arresi all’amore del Signore fu il 27 settembre del 2014: quel giorno, nella Chiesa Evangelica ADI di Milano, durante un raduno giovanile, il Signore parlò al mio cuore in un modo particolare. Mi sentì sporca, indegna e desiderosa del perdono di Dio; iniziai a piangere e all’appello che fece il Pastore, mi alzai e andai avanti per chiedere preghiera. Da quel giorno mi sono sentita veramente libera e ho trovato nel mio cuore il coraggio e la forza di perdonare. Ora non cammino più con una religione, ma ho fatto di Cristo la ragione della mia vita, Colui che ha dato la Sua vita per me, perdonando i miei peccati e salvando la mia anima. Ogni giorno Egli mi riempie delle Sue benedizioni ed è bello avere il Signore nella propria vita. Il giorno 18 ottobre 2015 ho fatto il battesimo in acqua; oggi sono nata di nuovo e ho deciso di seguire il Signore e di servirlo con tutto il cuore, fino all’ultimo giorno della mia vita. A Lui sia la gloria e l’onore.

Felicitè

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